Secondo l'esperienza di decine di migliaia di studenti, le open university sono una esperienza unica per permettere a chi per motivi diversi (per lavoro, per difficoltà o tempo) non possa frequentare una università pubblica.
Yorker University offre, al pari di tutte le open university, la possibilità di seguire i corsi in distance learning attraverso piattaforme web e consentire a chiunque di seguire i corsi in modo asincrono da casa o dall'ufficio. L'Open University americana ha appena lanciato una nuova applicazione per smartphone e tablet che permette agli studenti di utilizzare l'apprendimento on-line, ovunque si trovino e in qualsiasi momento lo desiderino.
Una indagine indipendente ha analizzato e verificato le potenzialità e l’effettiva diffusione dei canali social, come strumenti a disposizione delle università, per raggiungere obiettivi di formazione personale, e ha constatato che proprio le open university sono quelle che hanno promosso e incentivato al meglio questi canali mettendo a disposizione dei propri iscritti le tecnologie necessarie.
Rispetto allo scorso anno, dalla ricerca emergono una maggiore consapevolezza degli strumenti perseguibili con i social media come twitter e una visione strategica più integrata, che vede i canali social mescolarsi in modo sempre più omogeneo con gli altri canali della formazione tradizionale.
Se da un lato, questi stanno acquisendo sempre più importanza, dall’altro resta ancora aperta la strada per incentivare all'uso di questi strumenti.
Tra le università tradizionali solo 7 su 10 dichiarano di aver compreso l’importanza dei social media e di averli introdotti nella propria strategia formativa. Per il campione intervistato questi canali permettono soprattutto di aumentare l’interazione con i propri studenti e di raccogliere opinioni, mentre non vengono visti come uno strumento per creare direttamente opportunità di coinvolgimento tra docenti e allievi.
Lo studio ha rivelato che il 77% delle università (due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno) sta effettivamente utilizzando i social media. Tra i settori più attivi in ambito social emergono le università telematiche (94%), i master post laurea (91%) e le associazioni o in genere le organizzazioni non profit (81%).
Le università utilizzano i social media soprattutto per consolidare e trasmettere i valori del proprio brand (57%), nonché per comunicare e interagire con gli studenti (53%). Cresce l’impiego dei canali social anche per promozioni dei corsi (34%), acquisizione di lead (33%) e raccolta feedback su corsi, attività e servizi (26%).
In Italia Facebook rimane il social media più utilizzato, seguito dai canali di condivisione di video e foto (tra cui il più recente Pinterest) e i network professionali (primo fra tutti LinkedIn). La presenza delle università sui social media avviene prevalentemente tramite fan page (65%), profili e canali (58%), anche se crescono gli investimenti in advertising (29%) e applicazioni (20%).
In generale, comunque, il livello di soddisfazione è ancora moderato e solo il 12% degli studenti si ritiene pienamente soddisfatto. Il trend sugli investimenti nell’attività di social media rimane positivo: per il 43% delle università intervistate ci sarà un aumento nel 2013, rispetto all’anno precedente, e anche il 53% delle scuole di applicazione/master, che ancora non sfrutta questi canali di comunicazione, dichiara che aumenterà l’impiego dei social media entro i prossimi 24 mesi (il 24% entro l’anno).
Yorker University è tra le prime università a utilizzare i social media anche per le attività didattiche.
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